Fase 2 - Definizione e storia

Durata media attività: 4 ore

L’Enigma (dal gr. αἴνιγμα, áinigma, discorso coperto) è una “Formulazione oscura di un concetto da indovinare,” secondo la definizione del Dizionario Sabatini-Coletti.

Si può trattare di un bisenso, di un parlar doppio, di un modo enigmisticamente classico per dire una cosa e farne capire un'altra: in ogni caso c’è un’ambiguità in quello che si dice.



Nelle differenti culture in cui appare, l’Enigma ha un valore iniziatico, cioè segna il passaggio attraverso una prova.

La Sfinge posta all'ingresso della città di Tebe divorava i passanti che non erano in grado di risolvere il suo enigma:

τί ἐστι τὸ αὐτὸ δίπουν, τρίπουν, τετράπουν
(Diodoro Siculo)

[Chi è contemporaneamente bipede, tripede e quadrupede?]

La Sfinge si getta dall’acropoli una volta sconfitta da Edipo, che risponde: “L’uomo”, che da piccolo gattona (quadrupede), da adulto cammina (bipede), da vecchio si appoggia al bastone (tripode).

Nel racconto mitologico, se la prova viene superata c’è un mutamento di status: chi ha risolto l’enigma viene a trovarsi in una situazione diversa da quella dalla quale era partito oppure assume la funzione di liberatore dal mostro.

Anche la prima testimonianza scritta della lingua italiana documentata con certezza (e databile tra la fine dell' VIII e l'inizio del IX secolo) è un enigma: l’Indovinello Veronese.



Se pareba boves Spingeva avanti i buoi (le dita)
alba pratalia araba solcava arando un campo bianco (la carta)
et albo versorio teneba teneva un bianco aratro (la penna d'oca)
et negro semen seminaba e seminava nero seme (l'inchiostro)

All’inizio del Novecento sono stati inventati enigmi in versi a partire dalle parole bisenso, che hanno un doppio e diverso significato. Ad esempio la parola scampo è allo stesso tempo sia il crostaceo marino, sia la salvezza come ben si capisce da locuzioni del tipo: “non c’è via di scampo”.