STRUMENTI
Lo schema
usato dai partecipanti ai gruppi di lavoro della ricerca CLIL, mette in
evidenza quali sono i singoli aspetti da identificare nella pianificazione del
percorso.
Importanti sono gli obiettivi che vanno distinti
in tre categorie:
- di
contenuto
- linguistici
- metacognitivi
Nello specificare le strutture linguistiche ed il lessico utilizzati, è utile
distinguere tra il linguaggio usato dall’insegnante (l.
passivo) e quello richiesto ai bambini (l.
attivo).
E’ in questo momento che diventa importante
riflettere e spendere tempo nella scelta calibrata del linguaggio a cui
esporremo i bambini. Senz’altro le strutture in lingua straniera che servono a
formulare ipotesi e previsioni, risultano di difficile comprensione per i
bambini della scuola primaria. Al contrario la lingua per definire
(defining), descrivere (describing),
classificare (classifying) o esporre una semplice sequenza
(sequencing) è quella più adatta a questo stadio (J.Clegg, Language for thinking).
Gli steps sono le tappe del lavoro in successione
progressiva e sono linkate alle attività e alle schede che gli insegnanti hanno
elaborato per sviluppare ogni fase del percorso. In questa parte si possono
specificare quali attività saranno a classe intera, quali a piccoli gruppi o a
coppie e quali individuali.
Il task è utilizzato per stimolare l’alunno all’uso della lingua; si distingue da altre attività poiché è focalizzato sul significato e non sulla forma come accade per esercizi, come ad esempio i drills. Ciò non significa che questi ultimi non siano utilizzabili in apprendimenti CLIL, ma il task può considerarsi più interessante perché favorisce lo sviluppo di processi cognitivi. E’ dimostrato infatti come l’apprendimento linguistico non sia sufficientemente sviluppato quando a sollecitarlo siano soltanto semplici esercizi di memorizzazione e di ripetizione. La presenza di un contesto significativo mette in atto processi cognitivi che favoriscono l’apprendimento.
Il Diario
di Bordo può essere uno strumento utile e flessibile, dove
l’insegnante annota osservazioni sull’andamento del lavoro al termine di ogni
sessione.
Non è necessario stabilire a priori un format, ma è
importante:
- scrivere la data di ogni osservazione,
- prendere
nota dei lavori significativi,
- annotare i fatti
come realmente sono accaduti, soprattutto tenendo presente tutto ciò che può
risultare importante sia per il percorso di insegnamento che per quello di
apprendimento,
- appuntare le difficoltà ed i
fallimenti, su cui riflettere, può essere altrettanto
interessante che ragionare sui successi,
- segnalare
strategie particolari messe in atto dai bambini per usare la
lingua straniera durante le attività.
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